Laura Pausini

Mercoledì, 08/07/20

Ultimo aggiornamentoSab, 08 Ago 2015 4pm

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Laura: sfido l'America ma soprattutto me stessa

NEGLI USA è terza nella classifica «Club» con «Surrender», brano apri-pista del suo primo album in inglese: Laura Pausini, lanciata da Sanremo 10 anni fa, con «From The Inside» sfida se stessa e si lancia nel mercato d'oltreoceano. Il cd, uscito negli Stati Uniti, Canada e Messico il 5 novembre, ora arriva anche in Italia, il 24 gennaio. «Il giorno dopo l'uscita negli Usa – spiega la nuova star latina che si è avvalsa di una squadra di autori e produttori che hanno lavorato con Madonna, Santana e N'Sync – in Italia c'erano già 20 mila copie di importazione. Allora ho pensato di presentarlo e spiegare al pubblico il perché di un disco in inglese». Una sfida che la 28enne cantante emiliana che decise di fare la cantante il giorno in cui compì 8 anni, vuole affrontare soprattutto per se stessa: «È una parentesi importante nella mia vita», spiega la cantante, oltre 20 milioni di dischi venduti e che ha già pronti quasi tutti i brani del suo prossimo cd, in italiano, in uscita a inizio 2004. «Volevo pormi una nuova sfida, soprattutto per ragioni personali. Da piccola il mio unico sogno era Sanremo. Dopo è successo tutto “per fortuna” e a un certo punto ho capito che ero particolarmente privilegiata. E seguendo l'insegnamento della mia famiglia, ho deciso di prendere al volo questa occasione». Laura non vuole sedersi sugli allori: «Il successo e i soldi non mi bastano per essere felice, penso che alla mia età sia molto stupido godere solo di queste cose. Io voglio di più: imparare dal mio lavoro e dalle persone che incontro, arricchirmi dal punto di vista culturale. Per poi trasmettere tutto questo ai miei figli, sperando di averne». Per Laura Pausini, cui piacerebbe collaborare con Vasco Rossi, Ramazzotti, Raf, Tiziano Ferro, Elisa e Fiorella Mannoia e, tra gli stranieri, con Justin Timberlake – non è stato facile entrare nel mercato discografico Usa. Ha dovuto studiare per far scomparire il suo accento, adattarsi alle regole dello show business Usa e, con grande umiltà, «accettare di essere una completa sconosciuta». «Molti miei colleghi non se la sentono, è difficile rinunciare ai privilegi che si hanno in patria. Ma per me non è così frustrante truccarmi in aereo, cantare in uno show e poi andare via. Potrebbe anche non succedere nulla, come me ce ne sono a centinaia. Ma non importa: ci devo provare. Sarebbe una mancanza di rispetto per me e per la mia terra». Intanto in America dicono di lei: «potrebbe diventare l'incubo di Jennifer Lopez, è più semplice di Shakira e più dolce di Paulina Rubio». «Non capisco il riferimento a Lopez – dice un po' irritata – È bella ma non mi interessa il suo tipo di carriera. Spero che non si riferissero alla voce: mi offenderei un po'. È il simbolo della situazione attuale, sono tutti concentrati sul look, c'è sempre meno musica impegnata e le case discografiche non investono nei veri talenti». Laura, tornata single due anni fa dopo una lunga relazione con il produttore Alfredo Cerruti, continua ad averlo come punto di riferimento nel lavoro. «Quando ho un dubbio mi confronto soprattutto con lui. Negli ultimi 10 anni le scelte le abbiamo sempre fatte insieme. Anche quella dell'America. Sapevamo di andare in una nazione dove non puoi alzare la voce». Tornerebbe a Sanremo come big? «No – risponde – ma non per snobismo. Quando vinci i Festival non c'è bisogno di dimostrare di essere così bravo che puoi vincere di nuovo. Due anni fa sono andata come ospite: ma è il posto dove canto peggio in assoluto. Mi emoziono troppo».

 

© Gazzetta del Sud

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