Laura Pausini

Lunedì, 24/07/17

Ultimo aggiornamentoSab, 08 Ago 2015 4pm

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Conquisterò l'America con l'onestà

Il 24 gennaio esce anche in Italia l'album «From The Inside». «Il mio prossimo cd in italiano svelerà il lato più aggressivo di me: i nuovi brani riflettono i guai che mi sono successi negli ultimi due anni. «L'11 settembre mi ha cambiato la vita. Canto il mio privato perché ho il terrore di non essere vera»

 

«Conquisterò l'America con l'onestà»

 

«In Usa volevano che cantassi brani sexy ma ho detto no. Zeffirelli? Mi aveva chiesto di fare la Callas nel suo film»

 

Mettetela come volete, ma il fatto che Laura Pausini sia la prima artista italiana ad avere realizzato in America un album in inglese, From The Inside, indirizzato al mercato statunitense, è una notizia. Anche se lei ti spiazza subito dicendo: «Vivo questa avventura come una sfida con me stessa. Non voglio conquistare l'America né farmi adottare da lei. Sono orgogliosa di essere italiana e so benissimo che senza il successo ottenuto in patria non sarei mai andata da nessuna parte». Come l'hanno accolta in America?

«Come una debuttante. Ho dovuto ricominciare tutto da capo. In Italia grazie a Sanremo sono diventata famosa in fretta e anche in Europa mi è andata bene, ma gli States sono complessi: devi girarli in lungo e in largo per farti conoscere». Sarà almeno stata libera di scegliere cosa cantare...

«È stata una battaglia durissima. All'inizio volevano che cantassi pezzi dance. Poi mi volevano supersexy, stile Kylie Minogue. Ho detto no perché sono stili che non mi appartengono. Alla fine credo di essere riuscita a fare quello che volevo: un disco di pop moderno, pieno di grandi ospiti, bei suoni e canzoni attuali». Che effetto le ha fatto vivere a lungo nell'America post 11 settembre? «Ho visto che l'atmosfera cambia di città in città. New York non ha dimenticato quella tragedia: nelle facce della gente, spesso, vedi la paura. A Los Angeles invece hanno ripreso appieno a vivere. Pochi però hanno voglia di parlarne. La cosa che mi ha colpito di più è che in tutte le scuole è stato spiegato ai bambini cosa è successo in maniera cruda. Li hanno come "obbligati" a schierarsi. Una cosa simile è successa anche a me. Da allora sono stata "costretta" ad accorgermi di tante cose». Per esempio?

«Seguo con più interesse ma anche con più ansia l'attualità internazionale. Questo annuncio, vero o falso che sia, di un bimbo che sarebbe stato clonato, mi spaventa. Lo trovo aberrante, come qualunque guerra».

Torniamo alla musica. Perché ha deciso di fare uscire questo disco americano anche in Italia? «Perché in alcuni negozi era già arrivato d'importazione. Comunque ho già scritto un sacco di canzoni per un nuovo album in italiano. Credo sarà pronto a fine anno». Il nuovo disco in italiano risentirà di questa sua esperienza americana? «Spero di sì. Ma soprattutto conterrà una Pausini molto più arrabbiata e aggressiva di quella che l'Italia conosce». Perché?

«Perché anche le nuove canzoni italiane si basano sulla mia vita privata. Che in questi mesi ha visto la fine di un amore, con tutte le conseguenze, le rabbie e i dolori del caso». Ma chi glielo fa fare di mettere la sua vita in piazza?

«Una cosa semplice: faccio un'enorme fatica a cantare cose non mie perché ho il terrore di non essere abbastanza vera». La vedremo mai in un ruolo inedito, magari al cinema? «Non credo. Ho detto di no a Franco Zeffirelli che voleva farmi fare la Callas nel suo film. Anche Gabriele Muccino vorrebbe farmi recitare. Per mancanza di tempo sono stata costretta anche a rifiutare la sua offerta di scrivere la colonna sonora del suo ultimo film Ricordati di me».

 

Di Gigio Rancilio

© Avvenire.it

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